Pillole avvelenate

19/08/2020

Quelli di Makoto Shinkai sono poemi didascalici. “Il re dei cuori spezzati” ha la capacità di trasportare lo spettatore in un mondo in cui gli adulti sono ancora in grado sognare ad occhi aperti. E se con “Your name” ci aveva fatto credere che il filo rosso del destino sigilli le anime delle persone indissolubilmente, con “Cinque centimetri al secondo” usa la metafora dei petali di ciliegio per risvegliarci da quell’incantesimo e ricordarci che la felicità sia qualcosa di istantaneo e fugace. Takaki e Akari non sanno ancora che quella è l’ultima primavera in cui guarderanno insieme i ciliegi in fiore, ma vivono gli attimi come se fossero eterni. Una meschina realtà prende il sopravvento sui loro destini e nel lungo flashback finale , in cui si mostra che le vite dei protagonisti siano proseguite come quelle di due rette parallele, un’Akari ormai adulta ha relegato nell’oblio della memoria i suoi tredici anni, mentre guarda soddisfatta l’anello al dito.

27-05-2020

Tutti hanno problemi con il mio sesto “ismo” (suffisso, per indicare dottrine e movimenti religiosi, sociali, filosofici, letterari, artistici).A quanto pare citare gli altri (anarchismo, radicalismo, animalismo e via dicendo ) sarebbe alquanto riduttivo nei confronti del FEMMINISMO. Secondo taluni il mio femminismo è kamikaze, assoluto. Una conditio sine qua non, insomma.In genere una donna libera e che sappia autodeterminarsi viene guardata ancora con sospetto nella società odierna.Si sentono sempre tante balle su questo.Nell’immaginario collettivo una femminista è sicuramente lesbica e androgina. Io , invece, credo fermamente che una donna tosta possa minare le sicurezze di un uomo. Ed è bene sottolineare che il concetto di donna tosta non intacchi quello di femminilità. Eh sì, perché noi femministe sappiamo essere anche molto femminili.Penso che invece di diffidare delle femministe si dovrebbe diffidare degli scrittori.Gli scrittori,ahimè, sono come api. Volano da un fiore ad un altro per trarre dal polline l’ispirazione. Cercano solo di imbattersi in una moltitudine di esperienze per creare mondi letterari e nuove storie sulle pagine.

18/05/2020

Lei ora se la stava prendendo con la sua leggerezza nell’intessere rapporti sociali. Era così disimpegnata fuori dai circoli della mera routine da essere quasi un’altra persona. Così allegra, da apparire quasi frivola e cercava in Kundera tutte le risposte alle sue domande. Si sentiva esattamente come Tereza che indossava la bombetta di Sabina o che andava in giro per Praga durante l’occupazione a fotografare questo o quel carro armato. Eh sì, era decisamente colpa dell’ebrezza che provava nel sorseggiare il vino, delle stravaganze, di quelle idee di backpacking mai sopite e adesso riverse su Dublino. E così se avesse potuto fotografare gli ultimi giorni, li avrebbe fotografati in questo modo. Con l’insostenibile leggerezza dell’essere.

11/05/2020

Perché quel jilbab, sfoggiato come un vezzo in un regime di libertà? Perché quella conversione , apparentemente dettata dal libero arbitrio? E cos’è il jilbab? Un abito da passeggio, a quanto pare.
Sono oscuri i sentieri della mente ma temo che si instauri una sorta di dipendenza nei confronti dei meccanismi che alimentano certi traumi, come se rivivere quelle circostanze ci aiutasse a sentirci meno scalfiti e quasi al di sopra di ciò…

09/05/2020

Quindi, Bonafede avrebbe chiesto a Di Matteo, deus ex machina della trattativa stato-mafia, di ricoprire il ruolo di capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria con uno stipendio stellare. Ma avrebbe teoricamente fatto dietro front in base alle pressioni ricevute da alcuni mafiosi . E questo deus ex machina non si sarebbe accontentato di essere il portaborse regale degli affari generali o qualcosa del genere, per via del guadagno dimezzato. Salvini, nel frattempo, tenta lo scacco matto ma viene tradito da Renzi, vassallo ad hoc o forse cortigiano.
Caos sui boss scarcerati, è il Guardasigilli a redimersi.

Ma che bel poutporri. #tuttomoltointeressante

11-04-2020

81.580 morti globali- almeno secondo le stime ufficiali a cui , comunque, stento a credere visti i dati delle celle telefoniche – è un numero spaventoso, che sa tanto di feroce pulizia etnica, lungi da me affermare la veridicità della peggior tesi complottista. Resta il fatto che nei “wet market” , i cosiddetti mercati di animali vivi, come quello di Wuhan, la situazione sia equiparabile all’igiene di una latrina tardo-antica o peggio ancora medievale. Ma penso che la suggestione di pollame, rettili, selvaggina, cani e gatti arsi vivi, decapitati e accatastati in gabbie microscopiche renda meglio l’idea. Questo, però, è dire poco rispetto alla crudeltà e nefandezza di tali luoghi, di cui il virus potrebbe essere una diretta conseguenza.

Fonte: “La Stampa”