Sappiamo stare da sole, siamo ancora più donne per questo

L’ultimo quarto di Luna e le elegie di Properzio mi suggeriscono che non sarò mai una donnetta effimera che si accontenterà del primo venuto e così mentre tra un bisticcio domestico e l’altro in tempi di lockdown, mia zia mi allieta con i racconti della sua giovinezza, in cui disse di no ad un militare di vecchio stampo che si appostava sulla cima di una rocca per sbirciare la sua quotidianità, come la peggiore delle telenovele e dei carmi d’amore mi affliggo di tali pensieri ed è tutto il giorno che tergiverso intorno a questo argomento. Che senso ha stare con qualcuno per sentirsi meno soli? Forte è la donna che sa stare da sola, che sa coltivare le sue ambizioni. Forte è la donna indipendente che tra mille difficoltà ha designato un percorso, in cui l’affermazione sociale coincide con la posizione lavorativa e non con il blando presupposto di avere un partner accanto. In fondo se i saggi latini non mi ingannano e se è vero che lo stesso Manlio cerca una vana consolazione nei versi di Catullo per le pene d’amore, se è vero che lo stesso Properzio paragonò il suo amore per Cinzia ad un naufragio e il tempo rese l’essenza caduca della bellezza, se ha ragione Augé nel dire che ipermoderno è sinonimo di interazione frivola, è corretto il sunto che una donna sulla soglia dei trenta anni non si legittimi con le relazioni amorose. Non mi sento meno realizzata delle mie amiche perché non ho un fidanzato da chiamare l’altra metà della mela. Mi sento realizzata perché, anche se il futuro e le prospettive lavorative non sono rosee, a prescindere dalla strada in cui mi imbatterò ho due titoli di studio e un appartamento in una metropoli. E’ vero, volente o nolente questi traguardi sono frutto del sostegno economico di qualcun altro, ma quando avrò attraversato la soglia dei trenta anni sarò in grado di autodeterminarmi come donna. Non si è meno donne perché non si ha un interesse amoroso, si è più donne. Soprattutto perché sappiamo stare da sole, non abbiamo bisogno dell’appoggio di un altro essere senziente per andare avanti. Ma sappiamo costruirci da sole, rimboccandoci le maniche e facendoci il mazzo per i nostri obiettivi. E’ molto più femminile l’auspicio dell’affermazione professionale, che l’auspicio di un uomo con cui dividere la vita.

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