Un po’ Cenerentola a Parigi, un po’ Pretty Woman, un po’ Cat Woman. Proprio come quelle gatte sul tetto che scottano

Siamo la generazione k, quelle che si comportano da donne emancipate e poi aspettano ancora il principe azzurro. Quelle che fanno le ciniche e poi si incantano guardando Can e Sanem. Siamo cresciute ascoltando Vasco e quindi ci sentiamo delle incredibili romantiche, un po’ isteriche, certo uniche. Ma nascondiamo tutto il nostro romanticismo sotto make up sfavillanti e un pizzico di sana romanità. Così se a colpi di rossetto rosso mettiamo spasmodicamente in mostra tutto il nostro savoir-fare e qualche brillante battuta tesa a sciogliere il ghiaccio, dentro di noi non desideriamo altro che il grande amore. Solo che il nostro principe azzurro più che calzamaglia, deve avere un non so che di piratesco. Se, infatti, le altre ricevono rose rosse noi siamo quelle a cui dedicano l’arresto sui muri. Un po’ Cenerentola a Parigi, un po’ Pretty Woman, un po’ Cat Woman. Proprio come quelle gatte sul tetto che scottano ma dentro sogniamo ancora un Redford. Persino Rossella O’Hara ci stringerebbe la mano e si congratulerebbe con noi. Per tutta la nostra verve romantica nascosta sotto veri e propri colpi di romanità. Il cavaliere errante però sul cavallo nero come la pece o su una bella moto non arriva mai e così mentre schiere e schiere di donne accettano il compromesso, noi diventiamo un po’ self made con tanto di gatti annessi e un’indispensabile birra. Dopotutto siamo donne emancipate e poco importa se siamo destinate a condividere la giornata con nostra sorella o forse tutta la vita. E’ probabile che dal nostro orizzonte l’amore travolgente e appassionato e altrettanto pazzesco non spunterà mai. Nella peggiore delle ipotesi incontreremo qualche cinico ubriaco in discoteca che ci rasserenerà dicendo che lui nella vita non fa niente. Ripeto poco importa. Ciò è perfettamente in simbiosi con la nostra vita e con l’amore che avevamo sempre immaginato. In fondo siamo ciniche anche noi. Questo acquisisce un qualcosa di tragico a tal punto. Tutto sommato noi nella nostra testa stiamo preparando dialoghi che, da incredibili romantiche quali siamo, Holly Golightly scansate proprio. “Ehi, io non lo so chi sono. Non sono Holly o Lullaby. Io e il mio gatto siamo due randagi senza nome a cui nessuno appartiene!” Magari ce li studiamo persino la notte. Magari li proviamo davanti lo specchio. “La tua ragazza è adorabile! Certe donne non sono fatte per essere domate.” Forse siamo delle autentiche matte o delle inguaribili sognatrici ma purtroppo il nostro trench Burberry comprato a Porta Portese o in un mercatino vintage non regge il confronto con la bieca realtà. Però ognuna di noi vuole una cioccolata calda all’arancia. Ha le paturnie. Si incanta da Fendi. Anche se sembra uscita da un romanzo di Fitzgerald, anche se ha dei lunghissimi capelli biondi. E’ proprio quello l’apice del dramma: i lunghissimi capelli biondi, il rossetto rosso, la verve romana e un ipotetico grande amore.

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