Il concetto di Femen nell’accezione maschile della società: la prostituzione del sesso debole

Il femminismo spiccio si fonda su concetti basilari che pongono le fondamenta della nostra società: il diritto di aborto, il divorzio etc. Battaglie affrontate negli anni 60 e 70, almeno nel nostro Paese (vedi i diritti d’aborto non sanciti dalla Polonia e da altri paesi), quando la Bonino si dilettava con le pompe delle biciclette. Nell’accezione patriarcale della nostra società s’arrogano diritti inalienabili, le donne già sanciti dalla Costituzione e che non necessitano di atti di ribellione. Ma se la ribellione pone le basi di un cambiamento, ivi si ha decisamente bisogno di ribellione e cambiamenti. “Non Una di Meno” è un movimento nato in Argentina che si batte per i diritti delle donne e che raccoglie le volontà ineluttabili di tutte le donne disposte a scendere in piazza per la propria autodeterminazione. Ci sono dei movimenti però radicali, in cui l’oggettivazione del corpo femminile diventa un atto di protesta teso a sdoganare i tabù. Quando nel Novecento l’artista James Luna esponeva il proprio corpo nel NMAI, insieme ad alcuni oggetti tipici dei nativi come atto di radicalizzazione nei confronti dello sfruttamento subito dalle popolazioni native riceveva il plauso e il consenso sociale. James Luna era un uomo. Le femministe di oggi, quelle estreme e radicali utilizzano lo stesso escamotage. Si fanno chiamare FEMEN e hanno delle cellule in tutta Europa. Tale organizzazione è nata in Ucraina a causa della repressione governativa e la stessa leader è andata incontro al suicidio, nella sua camera parigina, poiché vessata da quella stessa società che cercava di cambiare con tutte le sue forze. Questo non ha fermato le FEMEN, che continuano ad oggi a sdoganare e rivendicare diritti attraverso l’uso del proprio corpo.

Nell’accezione maschile, tuttavia, questo atto di ribellione è equiparato alla prostituzione. Allora ecco che quella stessa FEMEN che in un atto di protesta estremo, espleta i propri bisogni fisiologici su alcuni vessilli diventa oggetto di possesso dell’ideale maschile. Perché, il tutto, sempre nell’accezione maschilista e patriarcale della società, si trasforma in uno scenario erotico.

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