Manlia e Baby Jane

Manlia ora sapeva che aveva sbagliato tutto e nuove consapevolezze si ergevano dispotiche nel subconscio. Il suo fare malandrino-boccata d’ossigeno-con quelle fughe rocambolesche e il suo senso incorruttibile di ribellione, l’essersi prestata alla ricerca di spazi pieni di vizi, erano azioni che potevano essere dischiuse da un romanzo di Fitzgerald ma il tutto non coincideva con il suo mondo opaco di appartenenza. “Era da quel guazzabuglio, da quel disguido che era nata l’altra sé.” Baby Jane non andava svegliata assolutamente ma dischiusa nei meandri dell’inconscio.

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