Le mille e una….fuga

Di fughe e mezze fughe sono scaltra

e ispirata dallo sferragliare sulle rotaie

e abbandonai virulenta e prepotente il Forlanini

e mi riversai nelle godurie di un’eterna Roma

e scopai un malandrino freddo e prepotente tra i baratri e gli antri

e paesaggi con meraviglia in via del Corso

occhi di bimba cadenzati dalle gioie natalizie

e la mia prigione fu la mia casa.

E poi abbandonai lo Spaziani

e mi riversai al mare

dove gettandomi aprii le braccia in volo come

gabbiani e codesta meraviglia mi inaspriva l’animo

O folle amore come eri lontano e inaccessibile.

E sugli autobus ero una corsara

sugli Atac una corsara

Di notti fuggiasche e malandrine cosa resta?

Il sapore dolce della sconfitta,

di piegarti alle braccia soggiogatrici della società

O folle e impeccabile amore dove sei?

E nel mio volto pellegrino mille volti pellegrini.

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