Il senno di poi

A volte alcune esperienze ti cambiano. E ti segnano profondamente. Tutto quel che rimane di pomeriggi e serate passate al Palatino è questa agenda. Un regalo a quanto pare. Non le briciole però, non quelle permangono. E con il senno di poi è davvero possibile capire. Svecchiata da quell’aureola di romanticismo che sigilla la professione lo posso ammettere: credevo davvero di essere una Navy seals. E non avevo carpito la veste routinaria attorno a questo mondo, né tantomeno l’importanza del diritto ,della notiziabilità e della politica, da sempre immedesimata nelle vesti di una Sherlock in gonnella. Ma ho imparato molto e molte cose ho capito. In primo luogo che tutto è politica. E poi che restare sul pezzo è fondamentale. Certo mai mi sarei detta che una scapestrata come me sarebbe finita in una televisione. Lungi dalla mia persona tutto quello che è televisivo o inizia e finisce con il montaggio. Adesso, però, mi trovo ad uno strano bivio in cui la strada semplice è anche quella che mi attira di meno. E mentre ci penso bevo un caffè, leggo il giornale.

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