Contradicción en mi corazón

Il mio cuore è una parentesi quadra nel bel mezzo di un girotondo, sono l’incognita di un’ equazione senza soluzione. Non ero mai abbastanza nerd per il mio boyfriend nerd. Per i nerd ero trasgressiva, ma per i trasgressivi la Charlotte York dei poveri. Ho quattro assi e un doppio che dorme sotto il mio cuscino. Non so mai chi avrà ragione. Ho tolto i plateau ma nella playlist c’è Lou Reed. Solo che quando mi chiamano per un festino ho sempre una scusa da tessere. Mi vedono come una signorina facile ma la porta di casa mia resta sempre chiusa. Sorrido ma mi dicono che prendo tutto stramaledettamente sul serio. Se sono antipatica e polemica ottengo cocci di vetro ma quando sono così funny giocano con i miei lustrini. Però sono troppo funny. O troppo polemica. Con la parlantina mica male. Ma poi divento timida. Nei miei saloon tutti fanno ricreazione ma temono la mia rabbia. Ho fatto un bel saloon old style in un locale ieri. E ne ho dette quattro a mio padre e alla madrina. Solo che la backpacker che c’è in me non piace a nessuno. Sento catene tra i miei polsi, il mio nome è nel sangue, mi piacciono i disastri, mi piace il dramma. Recondito questo bisogno. Atavico. Devo sfidare l’incubo. Mescolo Prosecchi e Marlboro ma se mi offri uno Spritz non ti dico di no. Mi vogliono mansueta, vorrebbero disegnarmi così e il mio alter ego non piace a nessuno. Il mio vero volto, sporco di fango non è amato. Ne ho fatti tanti di disastri. Il giorno mi inietto dosi di resilienza ma davanti ad una tastiera mi acquieto. Scivola l’amarezza lungo la schiena. Sono romantica ma non bagno il cuscino. Gioco a scacchi col diavolo e pareggio sempre. Ho fede nel Buddhismo ma rivolgo le mie preghiere a Dio. Sono stanca, vorrei appendere gli attributi al chiodo ma la vita non mi lascia scampo. Allora azzanno. E’ la vita che ha deciso per me. Io non ho scelto un bel niente. Prendo a pugni pure il muro. Lotto con i denti. Ma non cedo. Sono fottutamente cerebrale ma mi bevo tutto il Super Io a colazione, così lascio il cuore parlare. Le passioni mi dominano e mi rendono sfrenata. Non mi lascio inibire. Mi portano dal giapponese ma adoro la cucina italiana. Eppure amo l’antropologia. All’estero,infatti, mi metto alla ricerca di carboidrati. Cambio pettinatura quando mi stanco dell’immagine che vedo riflessa nello specchio. Ma ho dato un senso ai miei tagli: bionda per rinascere, castana in quanto apatica, rossa per morire. E ormai ogni giorno mi sembra un buon giorno per morire. La verità? Altro che musa angelica ed eterea del Dolce Stil Novo. Il mio persecutore number one (chiedo venia-capirai la metafora) mi immagina così. Invece ho mille beat nel sangue, un dito puntato sul grilletto e un istinto che mi porterà puntualmente alla ricerca del danno. Sono proprio una piccola selvaggia. Non le vedi le mie mani? Non faccio manicure, io. Mi piace andare in giro spettinata. Sono pericolosa io che ti rassicuro. Se chiedi alla mia crew ognuno ti darà una risposta diversa su di me. Ma forse due aggettivi unanimi su cui saranno tutti d’accordo sono:solare e gentile. Però sono così fottutamente pericolosa. Se esci con me ti porto a ballare, bere, a cantare in macchina, alle Cliff of Moher o sul luogo dove è stato trovato un corpo. Se esci con me non sai mai che piega prenderà la serata. Di tutte queste virtude decanto il mio coraggio.Un bel vessillo. Ma sento anche la paura. Il mio cuore si nutre di queste contraddizioni, è alimentato artificialmente da questi rovesciamenti ma per me la vita è una partita a poker.

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