Lifestyle capitolino:alcool, promiscuità, anarchia e altre sciocchezze

Oggi un cheeseburger da “Poldo&Friends”, patatine fritte e cheesecake,rigorosamente, farcita con Nutella, cioccolata bianca e smarties. L’ordine non è affatto casuale. Ho scelto questo mix di calorie indefinite, che andrà a depositarsi sui miei fianchi, con precisione svizzera. Tanto il fattorino è puntuale, anzi arriva perfino in anticipo alle volte. Così, se mi gira, gli lascio una mancia di due euro. Domani, chissà, ordinerò da “Minipizza”. Su Just eat. Di nuovo. E quelle povere stoviglie in cucina, animate ormai da nuove forme organiche, si laveranno da sole. Prima o poi. La lavatrice , invece, non mi dimentico mai di farla. Posso accumulare quantità infinite di biancheria ma le mie gonne e i miei vestiti sono sempre pronti all’uso. Perché non importa dove mi condurrà la serata. Ma io sarò sempre perfetta. Per sfilare tra le strade del mio quartiere, dove ormai si incontrano le stesse facce e suscitare lo sguardo incuriosito di chi mi vede passeggiare , ostentando la mia taglia 44. I miei chili di troppo. Eppure, realtà nostrane, avrebbero dato vita a pettegolezzi di ogni genere in merito a questo stravagante modo di conciarsi. Un po’ bon ton, un po’ eleganticcio, un po’ rock, un po’ mood del giorno. E giustamente, vi chiederete come si possano fondere tutti questi look. A volte, bastano semplicemente i dettagli giusti. Non vesto Chanel, non faccio colazione da Tiffany. In via del Corso ci vado e mi perdo ancora. In quelle boutique, è mio solito, fare l’indossatrice di abiti che tanto non comprerò mai. Sapete che, spacciandosi per una ricca ereditiera si ottengono tanti vantaggi? Ad esempio, qualcuno che ti apra la porta dell’atelier. Ma anche se non ho mai varcato la soglia dei duecento euro per un acquisto, a cena con il leghista ero ad hoc. Ormai ho smesso di fare l’avvocato del diavolo. Sono cause perse. Lascio che gli altri vengano seppelliti dalla propria ignoranza. Quindi mi sono limitata a parlare di emigrazione in America, di diritti umani e via dicendo. Tanto questi presunti personaggi non veicolano veramente dei valori. Cercano fama, soldi e costanti della società odierna. Essendo venuta a contatto con una fauna variegata, con specie del Mesozoico e pure avanguardisti, non mi stupisco più di nulla. Ho materiale così succulento che una vita intera non basterebbe a raccontare la peculiarità di tali e fuggevoli incontri. Eh sì, perché sono davvero tanti in una metropoli ma altrettanto evanescenti, se non sei brava a costruirti dei legami più profondi. Ci sono momenti che non si possono dimenticare e una serata all’apparenza tranquilla, può capovolgersi nel giro di qualche minuto. Ice Bucket Challenge non desiderati, strani soggetti che si proclamano agenti della gendarmeria francese pronti ad inseguirti in autobus o a regalarti orecchini, risse (neanche a dirlo), incontri di fuego (parecchi) , nottate nei film di Woody Allen, Fellini o peggio in Basic Instict, angoli bui di una discoteca qualunque dove si fanno cose che neanche sai di fare. Non esagero,credetemi. Ma sappiate spogliarvi di ogni tabù. Levateveli questi retaggi dell’era patriarcale e sentitevi libere di fare qualunque cosa. Una metropoli è soprattutto questo. Non fate le illibate. Non è conveniente per la vostra gioventù. Ubriacatevi di Aperol Spritz al bistrot dietro casa appena scoperto, mentre ingurgitate olive peperonate, noccioline, patatine e cercate di lavorare al vostro prossimo articolo. Magari tra un evento mondano e l’altro ci saranno pagine di libri consumati. Lacrime, nostalgia, solitudine. La solitudine, infatti, quando si vive per conto proprio è una costante. Però molte soluzioni sono precarie. I coinquilini, di qualsivoglia genere, non sono per tutti. O almeno non per la sottoscritta. Ammettiamo che non condividere un appartamento implichi una completa e totale libertà. Soprattutto a causa della vita sregolata che ne consegue. Ebbene, ora si sfocia nel campo dell’anarchia, non me ne vogliate. Che, in un breve sunto, consiste nel non aver orari o regole. Il pranzo e la cena non esistono praticamente. Mangi quando vuoi, all’ora che vuoi. Non meravigliarti se alle tre di notte ti ritroverai in cucina, arzilla più che mai, a cucinare piatti di pasta o uova al tegamino con la tua amica. Tanto dormi quando vuoi, all’ora che vuoi. Non è sorprendente ritrovarsi a sfogliare i libri, quando gli altri degustano la fase REM del sonno o andare a dormire quando si accingono ad andare a lavorare. La parte migliore del tutto è che nessuno viene ghettizzato o stereotipato per questo. In provincia di “puttane”, “inetti” o più banalmente “sfigati” e “froci” ce ne sono parecchi. Ma provate ad andare al Mucca Assassina un venerdì. O al Qube. Magari potresti essere tu quella dell’angolo buio, la nerd che non esce di casa o l’omosessuale che fa coming out. Puoi impersonare tutti i ruoli che vuoi. Dipende dai punti di vista. Infatti, questo è un personalissimo angolo visurale. E come tutti gli angoli di visura è soggetto ai dettami del libero pensiero. Un libero pensiero che ,da queste parti, non si accinge mai a passar di moda. Saluti capitolini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.