Il lato oscuro di Roma

Non sono le prostitute all’angolo dei caffè bohémien nei sobborghi parigini che citava Baudelaire. Siamo al centro di Roma, nei pressi della stazione Termini ma la città a quest’ora assume un altro volto. Sono le due inoltrate e la notte è il regno dei perduti, dei dannati, di quelli che non vogliono nemmeno all’inferno. Di giorno il traffico imperversa sull’asfalto, il suono dei clacson disturba l’aria e i pendolari brulicano la stazione. Una folla che prosegue la sua corsa ma adesso le strade sono silenziose e nell’ombra si nascondono delle figure losche: la gente balorda e malandrina che vive ai margini della società, che aspetta il tramonto del Sole per immergersi nell’illegalità.

Lungo via Gioberti, all’incrocio con via Amendola. Quella che all’apparenza sembra una bionda procace vende il suo corpo e lo fa esplicitamente. Ma è un transessuale. La cerniera del giubbotto aperta: sotto non ha niente e lascia poco all’immaginazione.

“Penso che dovresti coprirti perché questa è una zona centrale e non è molto dignitoso”. “Io sto lavorando, se non faccio così non attiro i clienti” risponde e si tira un pò su la cerniera. Ci racconta che riesce a guadagnare 50-100 euro a sera, che viene dall’Argentina e non ha alternative. Lavora tutte le sere lì, come le sue amiche del resto. Infatti dall’altro lato della strada c’è un’africana. Coperta dalla testa ai piedi e non ha le fattezze di una prostituta, non è così appetibile. Anche lei sta lavorando? Si, anche lei ma non si vede l’ombra di un cliente. Ci viene tutte le notti qui, dall’una alle cinque e trascorre le ore sul marciapiede, invano. In attesa. Se poi attira le persone, le porta nel suo appartamento. “Stasera non c’è nessuno” dice. “Mancano le altre.” Ma loro non sono le uniche due figure a dominare questo torbido scenario. Gruppetti di immigrati, sparsi qua e là costeggiano le strade, spadroneggiando nel silenzio.

Qualcuno ci urla che siamo “infami” e scappa via. Altri ci raccontano che spesso nei dintorni gira un minorenne omosessuale, un ragazzino di 15 anni e si prostituisce anche lui, aprendo una nuova parentesi. Quella del meretricio in piazza della Repubblica. Dieci metri più avanti c’è un barbone. Dorme sulla strada, interamente coperto da un plaid e l’odore è sgradevole. Dalla coperta spuntano solo i piedi, consunti e sembra quasi che sia morto. Percorriamo via Giolitti, dove si trova il Mc Donald’s. “E’ aperto 24 ore al giorno” afferma l’addetto della sicurezza perché di lui c’è veramente bisogno. La feccia della società sembra radunata qui. “Ogni tanto si ubriacano e fanno casino. Le prostitute vengono, mangiano e se ne vanno. Ma loro sono tranquille” racconta, mentre immigrati e tossici guardano la scena incuriositi. Arriviamo in piazza dei Cinquecento e ai nostri occhi si presenta un altro spettacolo degradante.

Un rumeno ubriaco delira con una bottiglia in mano e infastidisce un passante ma è completamente innocuo: è inginocchiato a terra e ha una gamba amputata. Si alza faticosamente e cammina con l’aiuto di una stampella, per andare chissà dove. In chissà quale angolo a smaltire la sua sbornia. Come quelli che stanno già dormendo e cercano la pace nel sonno: accatastati, uno dopo l’altro, a ridosso della stazione. La stessa stazione dove alcuni nella penombra, sono nel pieno delle loro attività illegali, tra spaccio e sregolatezza. Mezz’ora dopo, quando tutto questo sembra un lontano ricordo e la notte continua a celare i suoi segreti, passa una volante della polizia. Ignavi ed inermi di fronte a ciò. Di fronte al degrado che offre l’altra faccia di Roma. Quel lato oscuro che non vediamo quando ci incantiamo, guardando Piazza Venezia o la Fontana di Trevi. “Voi siete al corrente del fatto che ci siano delle prostitute qui? A ridosso della stazione Termini?” Non sanno o forse fanno finta di non sapere: “Che io sappia, qui non c’è nessuna prostituta e anche se ci fosse noi non potremmo fare niente. Perchè nelle altre zone non ci sono?” “Questa non è la Palmiro Togliatti, non è una strada di periferia o una tangenziale. Qui siamo al centro di Roma!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.